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Pubblicazione vincitori
Sezione volti
Scrutando i volti come paesaggi dell'anima, la giuria ha fissato quelli di Salim, Fatouma, Ioan Savu coi loro interlocutori silenziosi per leggervi, oltre i tratti coinvolgenti dell'accoglienza problematica e del vissuto individuale e sociale, i segni universali d'umanità provata che non demorde e prova a calcare nuovi sentieri pere ritrovare l'originaria identità: del cuore, dell'eterno, della storia. Così, nell'ordine, i classificati a giudizio di chi, chiamato al dialogo valutativo, ha penetrato lo schermo, osservando dietro il muro gli esterni e interni del paesaggio siculo, risucchiandosi addosso alle colonne dell'edificio sacro, sedendo al tavolo di faccia all'eloquente sguardo proteso all'orizzonte: 1° premio: Encourage di Eleonora Campanella 2° premio: Salim di Tommaso Landucci Menzione a Timisooara. I giorni della rivoluzione di Davide Sighele e Francesco Martino Stando rigorosamente nei tempi, gli autori suscitano emozioni e lanciano messaggi catturando in vario modo e misura l'attenzione di chi non soffre a lasciare il bar, a smorzare la luce, a tacere per ascoltare la voce del silenzio. Eleonora Campanella: sorprende con la poesia dei volti, malinconici, affranti ma composti; con la tenerezza del sublime rapporto madre-figlio che culmina in due nenie dolcissime, autentiche; con l'ineffabilità dell'amicizia, quella vera, che mette in pausa l'ordinario delle cose, degli affetti. I due intermezzi mediali discorsivi (Tg, telefonata) scandiscono e frazionano l'unità dell'insieme. Il sorriso finale luminoso rischiara il giorno della nuova vita garantendo la possibilità imperativa del messaggio (significativamente espresso con voce insolita "encourage"). Tommaso Landucci: ambienta in luogo sacro, di parte, la vicenda di una particolare conversione: la coscienza divisa del ladro adolescente d'altra cultura si ricompone a sorpresa nella spontaneità del gioco con le cose di Dio, irriverente e blasfemo per gli addetti, laboratorio per i semplici, i piccoli, quelli che riconoscono senza problemi la Sua paternità senza confini, qui esaltata dalla parallela orazione del cristiano e del musulmano. Pregevoli i chiaroscuri, le drammatiche sonorità della notte che evolvono col far del giorno ... e finalmente si apre la porta della chiesa.
Davide Sighele e Francesco Martino: prospettano la ricostruzione d'esperienza di un particolare momento storico, quello della rivoluzione rumena del 1989, proiettata e proposta a distanza dalla sobria ottimistica maestà dello sguardo del protagonista contesa dalla minuziosa concorrente esposizione verbale. Consigliabili sottotitoli in esclusiva espressione neolatina.
Sezione paesaggio
1° premio a Be water, my friend, di Antonio Martino, per la particolare sensibilità con cui ha trattato il paesaggio e le conseguenze umanitarie del suo cambiamento. Un linguaggio fluido e ben costruito alterna volti umani a quelli ambientali, nei quali è possibile scorgerne le ferite. Con una lucida ironia il regista ha saputo cogliere la centralità del messaggio per cui il paesaggio è un bene da preservare.
2° premio a Gli ultimi margari, di Tino Dell'Erba, per l'intuizione del tema e le dinamiche della storia che racconta il documentario., Il forte realismo attraverso cui si esprime l'autore cancella ogni traccia di spettacolarità e lascia parlare solo i gesti che racchiudono un passato millenario
La giuria ha deciso di conferire una menzione speciale a Piemonte Symphony, di Maurizio Bonino perché è risultato essere un prodotto intessuto di una sottile poesia e una ricca e godibile costruzione visiva. Le immagini si fondono alla musica facendo trasparire la natura più profonda del paesaggio: il ritmo musicale primigenio che lo accompagna dall'origine del mondo.
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